Con inverter ibrido
Un solo apparecchio gestisce moduli e batteria, con meno conversioni. Se pensi di aggiungere la batteria in futuro, monta subito l'ibrido.
- Meno componenti
- Rendimento complessivo più alto

Privati e aziende · Accumulo
A mezzogiorno il tetto produce più di quanto usi, la sera il contrario. La batteria sposta l'energia di qualche ora. La dimensioniamo su quanto consumi dopo il tramonto.
Anche per impianti esistenti
Tipologia: inverter ibrido e batterie a parete · Foto di repertorio
Una famiglia usa in genere il 30–40 % di ciò che produce; con la batteria giusta il 60–70 %.
Scelti sui consumi serali, non sui kWp del tetto.
Con un convertitore dedicato o cambiando inverter.
L'inverter ibrido misura in ogni istante produzione e consumi. Quando i moduli producono più di quanto la casa usa, carica la batteria; quando producono meno, la batteria copre la differenza. Dalla rete prelevi quando la batteria è al livello minimo o quando la casa chiede più potenza di quella che la batteria può dare.
L'energia immessa in rete il GSE la paga con il Ritiro Dedicato, meno di quanto costa comprarla. Per questo usarla la sera conviene più che venderla.
Proponiamo batterie al litio ferro fosfato (LiFePO4), una chimica stabile che regge migliaia di cicli. Cicli e capacità residua garantiti sono nella garanzia del produttore.

Una giornata estiva simulata · 6 kWp + 10 kWh
Dalle 8 alle 18 la produzione supera i consumi. La batteria passa dal 30 % al pieno entro le 11, poi il surplus va all'auto e in rete. Dalle 19 la batteria alimenta la casa: alle 23 è al 54 %, all'alba intorno al 30 %.
Un solo apparecchio gestisce moduli e batteria, con meno conversioni. Se pensi di aggiungere la batteria in futuro, monta subito l'ibrido.
Tieni l'inverter che hai e aggiungi una batteria con un proprio convertitore, collegata al quadro. Funziona con quasi tutti gli impianti, verificati quadro e spazio.
Se il tuo inverter è fuori garanzia o a fine vita, a volte conviene sostituirlo con un ibrido.
Inverter ibridi e batterie
Sistemi monofase e trifase, in bassa e alta tensione.
Inverter ibridi e batterie modulari
Batterie a moduli impilabili: si parte da una capacità e si aggiunge dopo, entro i limiti del modello.
Inverter ibridi
Inverter ibridi monofase e trifase, da abbinare a batterie di altri produttori compatibili.
Batterie e inverter hanno la garanzia del produttore, con condizioni su anni e cicli che trovi nel preventivo per il modello scelto.
Guardiamo quanta energia usi tra il tramonto e la mattina. Se consumi 5–6 kWh, una batteria da 10 kWh resterà spesso mezza carica: capacità pagata e non usata. Se ne consumi 12, una da 5 kWh sarà vuota alle 21. Di solito la taglia giusta è quella che in una sera normale di primavera si svuota quasi del tutto: più grande resta in parte ferma, più piccola lascia energia in rete.
La capacità dice quanta energia contiene la batteria, la potenza quanta ne dà in un momento. Forno e induzione insieme possono chiedere 4–5 kW: se la batteria ne eroga 3, il resto arriva dalla rete.
Se in casa c'è qualcuno tutto il giorno e la sera consumi poco, l'impianto è già usato bene e la batteria aggiunge poco. Lo stesso sotto i 2.500–3.000 kWh l'anno. In questi casi te lo diciamo, anche se il preventivo scende.
In azienda la batteria può fare tre lavori; quale conviene dipende dalla vostra curva di carico.
Aumentare l'autoconsumo se si lavora dopo il tramonto: turni serali, celle frigorifere.
Tagliare i picchi di potenza quando si avviano insieme macchine, compressori o forni, e contenere così la quota potenza in bolletta, che per le forniture oltre 16,5 kW si calcola sulla potenza massima prelevata nel mese.
Alimentare i carichi critici quando manca la rete, se inverter e quadro sono progettati per funzionare in isola (backup).
Partiamo dalle curve di carico quartorarie dell'ultimo anno e vi diciamo quale di questi obiettivi regge i conti.
Nel 2026 l'accumulo può rientrare nell'iperammortamento insieme a un nuovo impianto fotovoltaico aziendale con i requisiti previsti, tra cui moduli con celle prodotte nell'Unione europea (registro ENEA): da verificare caso per caso.
Incentivi per le imprese
Per la casa, nel 2026, il sistema di accumulo rientra nella detrazione per ristrutturazione (50 % sull'abitazione principale, 36 % sulle altre, in 10 anni), anche se aggiunto dopo a un impianto fotovoltaico esistente, purché collegato a quell'impianto. Verifichiamo le agevolazioni in vigore al momento del preventivo.
Incentivi casa 2026Le batterie LiFePO4 sono progettate per alcune migliaia di cicli completi: con un ciclo al giorno, in genere più di dieci anni. Anni, cicli e capacità residua garantiti li fissa il produttore e li trovi nel preventivo.
Meno. A dicembre un impianto produce una frazione di luglio e spesso non c'è surplus da accumulare. La batteria lavora soprattutto da marzo a ottobre: il beneficio si calcola sull'anno intero.
In garage, in un locale tecnico o all'esterno se il modello lo consente, lontano da fonti di calore e dal sole diretto, il più vicino possibile all'inverter. Luogo, temperatura e grado di protezione li fissa il manuale del produttore.
Solo se l'inverter ha la funzione di backup e il quadro è predisposto. Di solito si alimenta una linea con frigorifero, luci e caldaia. Va deciso in progetto: alcuni sistemi commutano con una breve interruzione, altri no.
Con i sistemi modulari sì, entro i limiti del modello e meglio entro pochi anni, perché moduli nuovi e vecchi devono lavorare insieme. Se prevedi un'auto o una pompa di calore, ne teniamo conto nel primo progetto.
Primo passo
Due dati per capire se e come possiamo aiutarti. Tetto, quadro elettrico e bollette li guardiamo al sopralluogo.